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Storia
Già dalla denominazione - Casalecchio di Reno - si intuisce il destino di un luogo, intrecciato strettamente con il fiume Reno e il ponte che lo attraversa (Casaliculum in latino significa "piccolo gruppo di case"). Nei tempi antichi, previllanoviani, il fiume arrivava sul territorio dell'attuale Casalecchio scorrendo su un largo letto che formava anche una vasta zona paludosa. Ma già da allora esisteva un guado, (in una zona equivalente all'odierno quartiere Tripoli) che si inseriva su una Via - ci sia consentita questa espressione - percorsa dall'uomo preistorico nei suoi spostamenti.

La zona compresa fra il quartiere Ceretolo e il quartiere Meridiana è stata lungo i secoli terreno di insediamento di due antiche civiltà, quella villanoviana e quella etrusca, che hanno lasciato numerose testimonianze archeologiche e che ci fanno intuire l'importanza degli insediamenti in questo territorio. Dopo la parentesi celtica i romani insediarono un "castrum" con relativa centuriazione e la costituzione di numerose fattorie agricole. Casalecchio non fu risparmiata dalle numerose invasione barbariche; dopo il periodo buio del Medioevo di Casalecchio si ritorna a parlare contestualmente alla nascita del Comune di Bologna e alle vicende legate alla lotta fra l'Impero e la Chiesa romana, nonchè alle dispute con i comuni circostanti. Dopo l'invasione napoleonica Casalecchio diventa comune autonomo, il 19 Gennaio 1804, in seguito alla soppressione del vicariato di Casalecchio all'interno dello Stato Pontificio.
Nel suo libro "Roma-Napoli-Firenze" in data 17 Gennaio 1817, Stendhal, durante il suo soggiorno bolognese così annota: "Vado quasi ogni mattina a Casalecchio, passeggiata pittoresca alle cascate del Reno: è il Bois de Boulogne di Bologna".

Dalla fine dell'ottocento fino agli anni quaranta Casalecchio è una delle mete preferite dai cittadini bolognesi per le gite domenicali con un Lido sul Reno tra i più frequentati e conosciuti nella provincia. Centro di vie di comunicazione stradali e ferroviarie, Casalecchio esce distrutta per il 90% dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Le sofferenze subite dalla popolazione vengono riconosciute nel 2003 con l'assegnazione della Medaglia d'Oro al Merito civile da parte del Presidente della Repubblica. La ricostruzione avviene in condizioni difficili e sotto la spinta di uno straordinario bisogno di case: negli anni '50 e '60 la città si sviluppa come periferia urbana. I primi anni '90 segnano l'inizio della seconda vita di un comune che oggi ha quasi 35.000 abitanti e costituisce una delle realtà più vive e dinamiche della nostra Regione.