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Storia e bellezze di Crespellano
752 d.C.:in una Carta Nonantolana si legge di un certo Orso Chierico, che dona ai frati dell'omonima Abbazia le terre poste "... ai confini della Corte di Crespellano". Riaffiora così alla storia I "fundus Crispinianum" dell'epoca romanda, che sarà stata parte della paga di qualche ufficiale dell'esercito imperiale di nome Crispino. Terra abitata fin da tempi antichissimi, come testimonia la Necropoli Villanoviana rinvenuta in località Banzi (a metà tra Crespellano e l'attuale Ponte Ronca) e la celebre Stele di Cà Selvatica, conservata al Museo Archeologico Nazionale di Bologna. Importante e strategico centro militare, Crespellano e il suo territorio furono luogo di contesa fra le sue truppe del Papato e dell'Impero, con gravi danni alle campagne e al castello che, più volte distrutto e più volte più ricostruito, fu definitivamente abbandonato dopo il saccheggio dei Lanzichenecchi nel 1526. I ripetuti saccheggi, tuttavia, non compromisero la ricchezza della terra che, dal 1600 in poi, fu oggetto di grandi attenzioni da parte delle famiglie più in vista del Senato di Bologna (città fra le più ricche d'Europa all'epoca) che collocarono qui le loro residenze estive. Fu così che Crespellano si arricchì di gioielli archittetonici e paesaggistici che ancora oggi rappresentano una interessante e singolarissima fonte di minteresse turistico: le ville e i relativi oratori tra pianura e collina in oltre due secoli.Tra boschi e calanchi, tra torri, ville ed oratori, andando nel silezione di una campagna ubertosa che sembra più un grande giardino, si ritrovano gli spazi naturali dell'uomo, si ascolta il respiro della Storia, si ammira la bellezza di piccoli gioielli di architettura che hanno sorpreso e sorprendono tutti i visitatori. Si scopre il volto di una terra generosa, la dolcezza di colline salvate dall'invasione della nostra civiltà, i segni del rapporto secolare e rispettoso dell'Uomo con la sua Natura e attraverso questo se ne incontra l'anima.