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Da uve dell'omonimo vitigno per almeno l'85% e per il restante 15% da uve a "bacca bianca" autorizzate e prodotte nel comprensorio Colli Bolognesi. Recenti ricerche storiche e scientifiche confermerebbero che sia stato "creato" dai romani, in quanto cercavano un vitigno robusto e resistente da impiantare nelle fredde terre delle odierne Germania ed Austria, estreme propaggini del loro immenso impero, oltre duemila anni fa! Proveniente appunto dai paesi dell'Europa centrale ed introdotto verso la fine dell'800, ha trovato in queste terre delle colline bolognesi habitat ideale per dare quel buon vino che è da tutti apprezzato.
La foglia di grandezza media è tanto lunga che larga, praticamente intera e trilobata; ha il seno peziolare a V-U i cui bordi non sempre sono vicini. La parte superiore ha colore verde chiaro, liscia, di lucentezza quasi metallica, quella inferiore è di un verde
quasi grigio; in autunno si colora di calde tonalità gialle. Il piccolo grappolo, tozzo, cilindrico, compatto, con un'ala, ha l'acino giallo verdognolo, di media grandezza e quasi perfettamente sferoidale. Il tralcio è di media vigoria: il tipico terreno argilloso e calcareo consente un allevamento delle viti a media espansione nel Cordone Speronato e Guyot. Germogliamento medio, con maturazione delle uve dopo la metà di settembre. La resistenza della pianta alle malattie è piuttosto bassa, per cui necessita di trattamenti specifici con ottimi prodotti naturali.
Il vino è giallo paglierino, brillante e dal profumo leggero, vinoso gradevole e molto fine; al palato è secco, asciutto, morbido, caldo con piacevole retrogusto amarognolo nel tipo fermo, mentre il tipo frizzante naturale è anche piacevolmente fresco di acidità.
Si abbina magnificamente con paste leggere e qualunque tipo di pesce, uova e prosciutto crudo. Per assaporarne al meglio la finezza e l'eleganza, si consiglia berlo giovane, stappandolo al momento a 8°-10°C. |