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Questo vino è ottenuto dalle uve di grandi e nobili vitigni degni rappresentanti dell'enologia italiana: Albana, per il 60-80% e per il restante 40-20% Trebbiano Romagnolo, prodotti sempre e solo nel comprensorio Colli Bolognesi! L'Albana si trova già ricordata in un trattato di Pier dè Crescenzi del 1303, il "Liber Commodorum Ruralium", mentre il Tanara nel 1654, ne sottolineava i pregi e le diversità riscontrate a seconda delle zone di produzione.
L'Albana ha la foglia è grande, pentalobata, flessible con superficie bollosa ed il seno peziolare può assumere varie forme; la pagina superiore è verde scura e striata, quella inferiore è verde chiara, quasi grigia, mentre la veste autunnale è di colore giallastra. Il grappolo è grosso, mediamente compatto, cilindrico-conico con alature; l'acino è sferoidale con buccia di colore giallo e verdognola, ma più volte è ambrata. Il tralcio legnoso è flessibile, poco ramificato con striature scure, con fusto di buona vigoria. Il germogliamento è decisamente tardivo, fine aprile e primi di maggio, con maturazione anch'essa abbastanza tardiva, cioè verso la fine di settembre. La coltivazione è a media espansione: Cordone Speronato, Sylvoz detto Casarza ed a Guyot.
È stato il primo vino bianco ad ottenere la D.O.C.G., e quindi a potersi fregiare della denominazione "Garantita", nel 1987.
L'altro vitigno che concorre ad ottenere il "Bianco Colli Bolognesi" è il Trebbiano Romagnolo, già coltivato dall'antichità, e noto a Plinio il Vecchio che lo cita nel trattato "Naturalis historia", in cui è stilata la prima classificazione dei tipi di vitigni allora esistenti: sono ben ottanta le zone d'elezione e centottantacinque i vini noti, tra cui il "Trebulanus", che, nell'arco del tempo, troverà nella Romagna la zona migliore per produttività e qualità. Altri personaggi degni di nota, Crescenzi nel 1303,Tassoni nel 1622 e Tanara nel 1654, hanno citato e descritto il Trebbiano.
La foglia, di media grandezza è pentagonale trilobata, con seno peziolare a V aperto, verde cupa ed opaca superiormente, mentre la pagina inferiore è verde con nervature più chiare; in autunno assume varie sfumature del giallo. Il grappolo è compatto tendente ad essere semispargolo, a forma conico piramidale e leggera alatura. L'acino è di media grandezza, sferico, con buccia verde giallognola, talvolta lievemente ambrata. Il tralcio legnoso è poco ramificato, robusto ed elastico a sezione
ellittica.
Il germogliamento è a metà aprile, con maturazione verso la seconda decade di settembre; le uve sono utilizzate per la sola vinificazione. La coltivazione collinare su terreni medio argillosi e calcarei, si ha, nella maggioranza dei casi, con allevamenti a Cordone Speronato ed a Guyot.
Il vino ha un bel colore giallo paglierino dorato, con profumo delicato, gradevole e tipico dell'Albana. Al palato è abboccato, asciutto, caldo, leggermente fruttato nel tipo fermo, mentre nel frizzante è anche piacevolmente fresco di acidità.
Da tutto pasto, come aperitivo per antipasti di pesce, risotti e pastasciutte, salumi, carni bianche e grigliate di pesce sono valorizzate da questo vino fine e molto gradevole.
Va degustato fresco a circa 10°C., entro due anni d'invecchiamento. |