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Luoghi di culto
 

A Zola Predosa e nelle sue frazioni sono presenti numerose chiese, oratori e pilastrini, qui ne forniamo un elenco e qualche nota storica per ognuno.

CHIESE

SANTI NICOLO' E AGATA 

La maggiore fra le chiese di Zola è' il risultato dell'unica dedicazione di due antiche chiese intitolate rispettivamente a san Nicola e a sant’Agata. Unificazione avvenuta nella metà del Quattrocento.
L’Abbazia attuale sorge su un colle sul quale era edificata una torre della famiglia Albergati della quale la nuova architettura inaugurata il 24 luglio 1781 include alcune mura. Il progetto fu affidato all'architetto Cosimo Morelli. All'esterno, le grandi statue di San Nicolò e di Sant'Agata sono di Alessandro Barbieri. Il campanile fu progettato dall'architetto Giuseppe Jamorini nel 1780. All'interno pregevoli decorazioni in stucco e sculture di Giuseppe Callegari. Nella volta della cappella maggiore è affrescata la Gloria dei Santi Nicolò e Agata mentre nell'abside è rappresentata l'Assunzione di Maria, opere commissionate nel 1842 ai pittori Luigi Samoggia e Alessandro Guardassoni. La pala d'altare raffigurante San Nicolò è opera di Alessandro Maria Trocchi mentre la tela raffigurante Sant'Agata, opera di Alessandro Calvi, è stata recentemente trafugata dall’altare laterale. Pregevole l’organo d’origine antica ma portato all’attuale sonorità dai fratelli Rasori nel 1854.

Contatti
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Via della Chiesa 20 - 40069 Zola Predosa
Parroco: Don Gino Strazzari
Tel e fax 051/755261 – E mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 
SANTA MARIA di Gesso

Chiesa già esistente nel XII secolo all’interno del Castello di Gesso, venne ricostruita più volte nel corso dei secoli. Quella che ammiriamo oggi è il risultato di un progetto del 1685 dell'architetto Agostino Barelli nominato dal Senato bolognese che aveva voluto la ricostruzione della chiesa.
Pianta ad aula unica conserva all'interno sculture di Giacomo Quadri e pitture di Girolamo Bonesi. La pala d'altare raffigura la Natività della Madonna. Di particolare bellezza sono i paliotti in scagliola dipinta degli altari laterali. Contiene un pregevole organo del '600. Del 1852 sono le quattro campane della Fonderia Brighenti di Bologna.
Nel 1908 fu annesso alla chiesa un asilo e nel 1927 viene ricostruito l'oratorio utilizzato anche come teatro, sede delle esibizioni della Filarmonica Zolese. Recentemente l'edificio è stato sottoposto ad un completo restauro.
La sede parrocchiale è oggi presso la nuova Chiesa di San Tomaso in via Tasso, progetto dell'Ing. Giuseppe e Pietro Coccolini.

Contatti

via Gesso 88 – 40069 Zola Predosa
Parroco: Don Albino Bardellini
Tel: 051/751667 – Fax 051/759597

CRISTO RE di Le Tombe

Nel 1357 il marchese Tommaso Magnani, proprietario di terreni in località Tombe, ottiene il permesso dal Vescovo di Bologna e dall'Abate di Zola Predosa di costruire una chiesa sussidiale in questo luogo. Solo nel 1924 il Cardinale Nasalli Rocca la elevò a parrocchia a condizione che si costruisse un edificio nuovo. La chiesa odierna, una interpretazione dello stile gotico dell'ingegnere Giuseppe Gualandi, fu così terminata nel 1925 mentre la vecchia chiesa, in autentico stile romanico, ridotta a laboratorio per cementisti fu demolita nel 1960 per far posto alla nuova canonica. All'interno un organo del '600 ed alcune opere pittoriche di artisti oggi attivi a Zola Predosa fra cui Teresa Comastri e Francesco Martani. Priva di campanile, le campane per il doppio bolognese suonano appese a un struttura in legno fuori dalla chiesa.

Contatti

via Masini 65 - 40069 Zola Predosa
Parroco: Don Giovanni Sandri
Tel: 051 401964 – Fax 051.641.92.94 
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SAN LUIGI di Riale

Questa chiesa è fra le molte che il Cardinale Lercaro volle costruire alla periferia di Bologna nel secondo dopoguerra. Sorge su terreno del Comune di Casalecchio di Reno ma è la parrocchia dei rialesi. Il progetto definitivo dell'architetto Glauco Gresleri è del 1975. Costituisce uno degli esempi più interessanti di architettura sacra contemporanea del bolognese: disponendo di poco spazio in superficie, la chiesa di Riale, con i suoi elementi architettonici tradizionali, il campanile, il sagrato, anzichè svilupparsi orizzontalmente si sviluppa in verticale partendo dalla profondità del terreno, molto sotto il livello stradale. La pianta è a trifoglio. La luce all'interno, utilizzata come elemento architettonico, filtra dai lucernai e dalle vetrate policrome. L'altare e l'area presbiteriale sono pavimentate in peperino rosso, la sede è in legno di olmo. Prezioso tabernacolo di Tirelli. La Via Crucis di Claudio Pacetti è stata fusa in bronzo da Leonino Medici di Riale. Le vetrate di Padre Costantino Ruggeri sviluppano il tema del sole e del sangue.

Contatti

Via Donizetti 3 – 40033 Casalecchio Di Reno
Parroco: Don Daniele Busca
Tel. e fax 051.75.85.33 - E mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

SANTA MARIA di Ponte Ronca


Parrocchia di recente istituzione (1995), Santa Maria di Ponte Ronca conta due chiese. La prima, di origine antica (le prime notizie risalgono al Cinquecento) è inserita nel contesto del borgo antico e nel caseggiato noto come ‘I Portici’. All’interno era conservata l’antica immagine della Madonna considerata miracolosa, opera di pittore ignoto (fine sec XVIII) oggi nella chiesa nuova (progetto dell’ing. Rodolfo Bettazzi, inaugurata nel 1962 e poi man mano ampliata). Da segnalare, sulla facciata della ‘chiesina’ antica, un altorilievo in terracotta che rappresenta Maria bambina presentata al tempio, la dedicazione specifica della parrocchia.

Contatti

via Savonarola 2 - 40069 Zola Predosa
Parroco: Don Matteo Prodi
Contatti: Tel 051.75.66.62 - E mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

SAN TOMASO di Gesso

Eredita il nome di una chiesa che non c’è più, quella dedicata all’apostolo Tommaso che sorgeva a fianco del ponte sul Lavino, la nuova chiesa parrocchiale di Gesso, edificata in via Tasso, vicina al centro demografico della comunità, su progetto di Giuseppe e Pietro Coccolini. Dedicata nel 1995, conserva al suo interno un monumentale organo tipo Sielbermann, una via crucis di Lina Osti, una vetrata artistica di Lorenzo Ceregato, Trenta metri quadrati di vetro policromo sui quali l’artista ha illustrato il noto episodio evangelico in cui san Tommaso mette la mano nel costato di Gesù risorto. Lo stesso apostolo è rappresentato da Francesco Martani in una statua in marmo bianco di Carrara posta sul sagrato.

Contatti

via Tasso, 15 - 40069 Zola Predosa
Parroco: Don Albino Bardellini
Tel 051.75.16.67 – Fax 051.75.95.97

ORATORI

Oratorio di Santa Caterina De Vigri a Lavino

Costruito dalla famiglia Theodoli-Braschi, ne conserva i rispettivi stemmi nobiliari rappresentati nei bassorilievi in cotto, ben visibili sulla parte alta della facciata.Per la notorietà della santa bolognese e l’adiacenza alle proprietà degli Albergati (Theodoli-Braschi) fu scelta la dedicazione a Santa Caterina de’ Vigri.Nel 1961, dopo la demolizione dell’oratorio di San Tomaso di Lavino, venne sottoposto alla parrocchia dei Santi Nicolò ed Agata di Zola Predosa.

Localmente definito “chiesina dal dialetto “ciséina” è affidato alla cura concreta dei fedeli, legati ad esso da una tradizionale affezione.

E’ aperto al culto religioso in diverse circostanze.Per la prima volta nell’ambito delle manifestazioni natalizie, a partire dal 6 dicembre 2004 ricorrenza del patrono di Zola Predosa San Nicolò, l’oratorio apre le porte ai fedeli.

Santa Caterina da Bologna:

“La Santa” è per tutti, a Bologna, lei, Caterina dè Vigri, vissuta lungamente a Ferrara, ma bolognese per nascita da parte di madre (Benvenuta Mammolini, di nota e agiata famiglia; il padre Giovanni era invece ferrarese) e bolognese da quando fu chiamata badessa al nuovo monastero del “Corpus Domini” (1456), fino alla morte nel 1463.
Nata l’8 settembre 1413, festa mariana, Caterina crebbe alla corte di Ferrara, allora in pieno splendore, poiché il padre era al servizio di Niccolò d’Este; essa fu compagna di giochi e poi madamigella della duchessina Margherita, figlia di Niccolò. La sua educazione non fu quella di una qualsiasi fanciulla di rango elevato, ma quella attingibile solo presso una corte che era fra i più rinomati centri di culture: le lettere, la musica, la pittura non furono da lei solo amate ed ammirate, ma praticate con grande finezza, pur essendo indirizzate all’unica meta, quella spirituale da lei prescelta. Anche da questo punto di vista Ferrara fu per Caterina densa di stimoli, vicina com’era alle aeree spirituali più vive e sensibili del Quattrocento italiano.
Caterina aveva tredici anni nel 1426, quando abbandonò la corte e scelse la vita religiosa: ma non entrò in uno dei tanti monasteri femminili presenti a Ferrara, bensì scelse di unirsi al gruppo di pie donne che, guidate da Lucia Mascheroni, praticavano vita comune, senza obbligo di voti e senza regola precisa, benché ispirate a quella severa di S. Agostino. In seguito, fra il 1431 e il 1435, il gruppo della Mascheroni fu indotto a passare al monastero delle clarisse, ciò non avvenne senza scosse e difficoltà (la stessa Caterina dovette soffrire non poco al momento di decidere), visto che ancora nel 1452 il Papa doveva intervenire per ribadire la legittimità del passaggio alla regola di S. Chiara. Il monastero del “Corpus Domini” in cui erano entrate molte nobili donne abbracciando una delle regole più severe,divenne molto celebre: e qui visse per venticinque anni Caterina dè Vigri ricoprendo anche le umili mansioni di portiera e portinaia, accanto a quella assai più importante e delicata di maestra delle novizie.
Tra le novizie che furono più devotamente partecipi dei suoi insegnamenti spicca Illuminata Bembo, veneziana, che da lei ereditò qualcosa della cultura dello stile tra cavalleresco e rinascimentale, trasformandolo poi nello “Specchio d illuminazione”, la biografia che volle dedicare alla santa, a cui ancora noi dobbiamo attingere per una testimonianza di prima mano intorno alla spiritualità e alla grandezza di Caterina dè Vigri . Altro documento cui è inevitabile, oltre che utile, fare ricorso è il trattato di ascetica che la stessa Caterina scrisse ad uso delle sue allieve: “Le sette armi spirituali”.
Morì il 9 Marzo 1463, attorniata da tutta la sua comunità, pronunziando tre volte il nome di Gesù.Il suo corpo, anche dopo sepolto, diffuse all’intorno un odore soave.Per diciotto giorni le suore continuarono a recarsi sulla sua tomba e furono oggetto di numerose guarigioni miracolose. In seguito a questi fatti straordinari, convinte che il corpo della loro madre fosse incorrotto, chiesero il permesso al padre confessore di disseppellirla: grande fu la loro gioia nel constatare che il corpo non solo era incorrotto, ma possedeva ancora elasticità e traspirando un sudore odoroso, spandeva un profumo intenso indescrivibile.
Ben presto la città venne a conoscenza del fatto straordinario: medici, religiosi, popolo, iniziarono una processione interminabile per onorare la sua salma, per poterla vedere e toccare. Tra lo stupore, la meraviglia e la commozione di tutti si ottenerono, per sua intercessione,continui miracoli.Il regolare processo per la solenne canonizzazione, venne iniziato solo nel 1669; la proclamazione ebbe luogo a Roma il 22 maggio 1712, nella festa della SS Trinità per atto di Clemente XI.

(Tratto da “I Santi della chiesa bolognese nella liturgia e pietà popolare” a cura di Enzo Lodi – Luglio 1987)

Oratorio di Santa Maria

Dedicato alla Presentazione di Maria al Tempio è stato recentemente restaurato, sorge nel nucleo più antico dell'abitato di Ponte Ronca. Di antica proprietà dell'Ospedale degli Esposti di Bologna conserva all'interno un dipinto raffigurante la Madonna con Bambino.La sede parrocchiale è presso la vicina Chiesa di Ponte Ronca in via Leonardo da Vinci.

Oratorio della Beata Vergine di Loreto a Fontanelle

Edificato alla fine del Settecento dalla Famiglia Fontanelli era inserito in un originale nucleo abitato. E' stato recentemente restaurato nel quadro del rifacimento del borgo omonimo.

Oratorio di Villa Balzani a Rigosa

Oratorio settecentesco ancora in uso. Annesso alla Villa Balzani, si apre ogni tre anni in occasione della festa della Santissima Trinità.

Oratorio di San Gaetano di Casa Minelli a Riale

Prima della costruzione della chiesa di San Luigi Gonzaga questo oratorio veniva messo a disposizione dalla famiglia proprietaria ai rialesi che trovavano disagevole raggiungere la lontana chiesa di Santa Maria di Gesso. Si trova nel territorio del Comune di Casalecchio di Reno.

PILASTRINI

A Zola Predosa ci sono molti "pilastrini", posti lungo le strade che conducono alle Chiese e al Cimitero, oppure all'inizio dell'abitato delle frazioni che compongono il Comune: punti di riferimento di una geografia spirituale. Vediamone una panoramica nell'elenco che segue:
  •  All'inizio del ponte sul Lavino, a sinistra, venendo da Bologna, si trova un'immagine della Madonna con Bambino. E' opera della pittrice Lina Osti e dà il benvenuto nel cuore della comunità zolese. Ha sostituito un'altra edicola votiva dedicata alla Madonna che si trovava nella nicchia di un olmo abbattuto per ampliare il ponte nel 1822.
  • Un pilastrino si trova poco prima di giungere alla chiesa di Santa Maria di Gesso. Decorato in ferro battuto nel 1903 dal fabbro  Angelo Predieri.
  • Un altro è posto all'inizio del viale alberato che conduce all'Abbazia di Zola, circondato da un inginocchiatoio in legno.
  • Un pilastrino con l'immagine della Madonna si trova all'inizio della strada che conduce al Cimitero comunale, nella zona conosciuta con il nome - appunto - di Pilastrino.
  • In via Predosa, di fronte a splendidi vigneti e protetto da un cancello c'è un pilastrino di origini molto antiche.
  • Accanto alla villa Bertoloni, lungo la via omonima, c'è un pilastrino in pietra dedicato a San Giulio.
  • Prima di entrare a Ponte Ronca c'è un altro pilastrino in mattoni e così anche alla fine dell'abitato di questa frazione all'angolo con via Prati c'è un pilastrino con in cima un crocifisso in ferro battuto.
  • All'inizio di via Matilde di Canossa c'è un pilastrino datato 1948.
  • In Via Madonna dei Prati si trova un' opera di Francesco Martani: un blocco di marmo bianco contiene una scultura raffigurante la Madonna con Bambino che si pone come moderna rielaborazione del pilastrino tradizionale.
  • Un altro ancora si trova sulla strada a sinistra poco prima di giungere alla frazione di Rivabella.
  • Piastrino di San Pancrazio: è stato recentemente inaugurato e ad esso è stata dedicata una breve pubblicazione, i Quaderni di Zola Informa.